Le notizie, talvolta, si commentano da sole senza necessità che un giornalista – o chi per lui, ormai – si lanci in un editoriale di denuncia. Ieri, la conferenza convocata dalla Regione Toscana, ha ufficializzato il rincaro dei biglietti del trasporto pubblico locale da 1,70 a 2 euro, il +17,6% in una botta sola, trenta centesimi su 170. Un rialzo considerevole. Il Presidente Giani, intervistato, ha dichiarato che il gestore Autolinee Toscane ha adeguato il prezzo del ticket di viaggio al costo della vita: della serie, alza tutto, alziamo anche questo. Ha anche aggiunto che a Roma e Milano costa persino di più. A fronte di quale servizio erogato, però?
Cambiamenti che vengono subiti in primis dalla cittadinanza e, successivamente, in maniera indiretta ma comunque importante, da quelle Istituzioni che ci mettono la faccia e si vedono, spesso, penalizzate da decisioni calate dall’alto, senza per di più nessuna comunicazione preventiva. Il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti, per esempio, ha voluto rilasciare le seguenti dichiarazioni al nostro giornale, ricordando quanto sia già frustrante ricevere giornalmente segnalazioni dei concittadini rispetto a disservizi di Autolinee Toscane. A fronte di un servizio che funziona col contagocce, ed è questo il punto focale, tale rincaro è ancor meno giustificabile:
L’altro ieri a Bagno a Ripoli capoluogo gli utenti della linea 23 hanno atteso un’ora e trenta minuti l’autobus, sono saltate 4 corse consecutivamente. Alcune persone hanno dovuto chiamare un taxi. Ieri sera in piazza San Marco i cittadini diretti a Bagno a Ripoli hanno atteso il 23 dalle ore 19.20 alle 20.42. Sono solo esempi di ciò che avviene ogni giorno nel nostro Comune. Ricevo quotidianamente messaggi di cittadini del nostro Comune disperati, che non possono più contare sul trasporto pubblico. La situazione è ormai insostenibile, e va avanti da mesi. È evidente che non c’entra il traffico dei cantieri, c’è qualcosa che non funziona e lo stiamo denunciando da mesi. La notizia dell’aumento a 2€ del biglietto mi lascia amareggiato, perché arriva a fronte di un servizio che da tempo ormai sul nostro territorio non funziona. Servirebbero dei rimborsi per quei cittadini costretti a ricorrere al taxi o ad altre soluzioni costose, così come ai tanti che da mesi stanno perdendo ore di lavoro o di scuola, altroché! Segnalo quanto avviene da mesi, puntualmente, ad Autolinee Toscane, ma niente cambia. Sul nostro territorio è ormai un servizio su cui i cittadini non riescono più a fare affidamento. In molti stanno tornando al mezzo privato. Come comune stiamo riorganizzando le linee su gomma per il dopo-tramvia ma nel frattempo le cose non possono continuare così. Esigiamo soluzioni perché il servizio funzioni, ben prima della riorganizzazione legata alla tramvia.
Voci dall’interno che rappresentano la cartina di tornasole rispetto alla realtà dei fatti. Alzano i costi per un servizio non garantito, malgrado le numerose segnalazioni spedite al mittente direttamente dai primi cittadini di un territorio, senza alcun esito migliorativo.
Notizie del genere, inoltre, comportano anche il crollo del castello “propagandistico” di tutto l’apparato amministrativo delle nostre città, dei nostri comuni, della Regione Toscana: parliamo dei solleciti – legittimi – alla sostenibilità e a lasciare l’auto a casa per usare la mobilità pubblica che, in questi anni, sono alla base della narrativa istituzionale. Pensiamo a Firenze e a quanto, questa amministrazione e la scorsa targata Nardella, stiano giocandosi tutte le fiches sul tavolo nella rivoluzione culturale finalizzata alla promozione del tpl di contro all’uso di mezzi privati, anche a rischio della propria sopravvivenza: la tramvia, i bus fino alle 2 di notte ecc ecc.
Poi, però, la doccia gelata del rincaro dei biglietti che – per quanto possa essere economicamente sostenibile per una persona – causa un rigetto più o meno inconscio da parte del cittadino nei confronti di qualcosa che è appena salito di prezzo. Quanto ci racconta il sindaco Pignotti, infine, è il nodo centrale rispetto alla difficoltà di trasformare la scelta di prendere il bus in un’abitudine: al di là del rincaro economico, come può, una persona che lavora, ha degli appuntamenti, deve rispettare degli orari, fidarsi di un servizio che è deficitario?
Prima delle linee notturne, prima del rincaro dei biglietti come adeguamento ai costi di una società che già strozza il cittadino, sarebbe stato quantomeno opportuno migliorare il servizio e renderlo adeguato.
