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Dopo il crollo di Londra, la Fiorentina rialza la testa e batte la Lazio. Al Franchi è match point salvezza

L’inizio del match viene anticipato da un lungo applauso prolungato per Maurizio Sarri, tecnico toscano della Lazio che non ha mai fatto mister di gradire (un giorno) la panchina della Fiorentina. E lo stesso Paratici, interpellato pochi giorni fa, aveva aperto a questa possibilità. Vedremo se le due strade si incroceranno al termine di questa – travagliata – stagione.

Pronti, via e subito De Gea

Subito provvidenziale De Gea: Zaccagni lasciato tutto solo in area di rigore la piazza ma il portiere spagnolo si allunga e la manda in corner. Si arriva al decimo minuto e la Fiorentina tenta il primo guizzo: Piccoli riceve spalle alla porta e, senza pensarci troppo, scaglia un bel tiro che si spegne di poco alla sinistra di Motta. I biancocelesti detengono il possesso del pallone, ma a tratti – molto rarefatti, ndr – anche la Viola si approssima alla porta degli ospiti. E’ il caso di Fabbian al 25′, con un inserimento senza palla che lo porta vicino all’impatto di testa con il pallone: fallo in attacco e punizione per gli avversari…

Gosens-gol e il Franchi esulta

La gara si sblocca quasi allo scoccare della mezzora. Un cross che pareva inizialmente innocuo arriva all’altezza di Gosens, che compie un ottimo stacco e indirizza la sfera all’angolino basso. Palo, linea e gol per il vantaggio della Fiorentina. Una volta ottenuto l’uno a zero, la squadra di Vanoli prova a far girare palla, nonostante una mediana orfana del suo miglior interprete (Fagioli, squalificato). Ancora una volta ottimo il terzino tedesco gigliato che interviene in scivolata per sventare un potenziale tap-in di Dia. Dalla ripartenza nasce una buona sgroppata di Ndour, tuttavia arrestata dalla retroguardia capitolina in corner. Da segnalare impetuosi fischi contro l’operato del direttore di gara Fabbri, reo di interrompere troppo spesso l’azione a scapito dello “spettacolo”. E’ Cancellieri il pericolo numero uno della Lazio, con le sue accelerazioni imprevedibili e i dribbling stretti. Dopo un solo minuto di recupero termina la prima frazione, segnata dall’inaspettato vantaggio dei Viola.

Un secondo tempo avaro di occasioni

All’intervallo, un insoddisfatto Sarri sostituisce i due rientranti dagli infortuni, Basic e Zaccagni, per Dele-Bashiru e Noslin. Intanto, la pioggia si infittisce sul Franchi, con gli ultras della Fiesole che intonano il classico, intramontabile: “Sotto l’acqua, forza Viola alè!“. Un episodio colora una partita molto spenta poco dopo l’ora di gioco. Un presunto fallo in area di Mandragora viene fatto revisionare al Var: dopo attenta valutazione, l’arbitro opta per la simulazione dell’attaccante della Lazio. Una decisione decisamente gradita dal pubblico del Franchi.

E la salvezza – finalmente – resta solo una formalità

Cambia anche Vanoli: prima Pongracic (non partito dal 1′ poiché in diffida) per Rugani e successivamente il classe 2006 Balbo al posto dell’autore del gol Gosens. Pedro, neo entrato nella Lazio, non riesce ad avventarsi su un pallone respinto così e così da De Gea. Al 83′ è il momento del rientro in campo di Solomon, fuori per quasi due mesi a causa di una lesione muscolare; fuori per un discreto Fazzini, quest’oggi adattato sulla fascia. Nel frattempo, giallo per Dodo, reo di aver perso tempo durante una rimessa laterale. Sarri getta nella mischia anche il giovane serbo Ratkov, tentando un tutto per tutto alla disperata ricerca del gol del pari. Sono addirittura 7 i minuti di extra time assegnati da Fabbri, complice soprattutto la “perdita di tempo” in occasione del Var sul contatto Noslin-Mandragora. Harrison non calcia nemmeno per sbaglio, ma tutto sommato fa sempre la cosa giust… meno sbagliata. E’ (anche) merito suo se Piccoli non sfigura troppo contro una difesa solida e chiusa come quella di Sarri. Un’improvvisa e per nulla banale conclusione di Ndour sfiora il palo alla sinistra di Motta: si conclude così Fiorentina-Lazio, con tre punti che sanno tanto di match point salvezza.

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