Alla base della decisione di non proseguire con il servizio in modo strutturato il cambiamento della normativa nazionale e alcune criticità che, al momento, ne pregiudicano la continuazione. Il nodo centrale è il casco: dal 2024 il Codice della Strada lo rende obbligatorio per tutti i conducenti, e nella pratica del free floating questo obbligo si è rivelato impossibile da garantire. Durante la sperimentazione è emerso che gli operatori non sono stati in grado di assicurare la presenza effettiva del casco a bordo di ogni veicolo, e un servizio senza stazioni fisse di prelievo e riconsegna rende molto problematico garantire il rispetto di questo obbligo anche a fronte dei controlli della Polizia Municipale. Così si viene a creare una situazione di potenziale violazione sistematica del Codice della Strada non accettabile per la sicurezza urbana e per quella stradale. A questo si aggiungono le criticità legate allo scorretto uso degli utenti, sia rispetto all’utilizzo in due persone, al rispetto dei sensi di marcia, e soprattutto in materia di sosta.
“Firenze è la prima città italiana a introdurre lo stop ai monopattini in sharing – sottolinea la sindaca Sara Funaro -. Per la nostra Amministrazione la sicurezza stradale è una priorità, questa la ragione di questa scelta. Le nuove norme del Codice della Strada, in particolare il casco obbligatorio, rendono questo servizio difficilmente gestibile e, nonostante i controlli e l’impegno della Polizia Municipale, l’esperienza di questi anni ha evidenziato criticità diffuse, comportamenti scorretti e l’impossibilità di garantire il rispetto delle regole in modo sistematico. Facciamo una scelta chiara e netta, perché per noi sicurezza e rispetto delle regole per noi vengono prima di tutto. Allo stesso tempo lavoriamo sul potenziamento dello sharing con più mezzi e tariffe accessibili, per offrire alternative sicure, ordinate ed efficienti ai fiorentini”.
Contestualmente allo stop dello sharing dei monopattini è stato infatti potenziato il servizio di bike sharing sia aumentando il numero di biciclette in circolazione in strada) che rinnovando la tipologia dei veicoli, specie quelli a pedalata muscolare: complessivamente saranno 5.000 di cui 3.200 e-bike e 1.800 muscolari. Intanto nei primi mesi del 2026 si è registrato un aumento dei noleggi del 25% rispetto all’anno scorso un trend destinato a consolidarsi con l’arrivo del bel tempo. L’Amministrazione sta lavorando ad agevolazione per rendere tariffe più accessibili per tutti come già fatto per gli abbonati del TPL. Sono inoltre stati pubblicati i bandi per rilanciare i servizi di car e scooter sharing sia a flusso libero come le biciclette e a stazione fissa privilegiando i mezzi elettrici.”
Quindi stop ai monopattini e incremento del bikesharing, almeno fino a quando l’obbligo del casco non si espanderà anche alla bicicletta. Nel frattempo, tuttavia, gli operatori accolti in città negli scorsi anni potranno – con depositi propri – continuare in forma privata ovvero senza consentire un rilascio dei mezzi dove l’utenza vuole e con formule di noleggio diverse: la Polizia Municipale, ieri, infatti, ha già rimosso dalle strade fiorentine numerosi mezzi, innescando la reazione degli operatori.
La risposta di BIRD: “A Firenze ieri 800 corse con nuovo servizio on demand, in linea con il passato”.
“Nel primo giorno di servizio completamente privato e on demand abbiamo registrato circa 800 corse, un dato sostanzialmente in linea con quello del periodo in cui operavamo in convenzione con il Comune di Firenze”. Sui monopattini rimossi ieri abbiamo formalmente richiesto al Comune copia di tutti i verbali e degli atti relativi alle operazioni effettuate, ma al momento non ci è stato fornito alcun documento ufficiale. Abbiamo quindi inviato una richiesta formale via Pec per ottenere immediatamente copia di ogni atto, provvedimento o verbale: al momento – fanno notare da Bird – siamo in attesa di risposta da parte del Comune”.
“Senza atti ufficiali non è possibile comprendere pienamente quanto accaduto né tutelare adeguatamente il diritto dei cittadini ad una mobilità alternativa e sostenibile – concludono dall’azienda di micromobilità –. Per questo riteniamo necessario che venga fatta chiarezza nel più breve tempo possibile”.

