Articolo e foto a cura di Lapo Pacini
Una nuova vita per la villetta in via roma. Prosegue, nel comune di Bagno a Ripoli, la serie di visite della vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, volta a visitare i beni confiscati alle mafie, riqualificati.
Questo pomeriggio, giovedì 19 marzo, si è tenuto il sopralluogo alla villetta confiscata alla mafia cinese e poi assegnata nel 2023 al comune di Bagno a Ripoli: ad accompagnarla il sindaco ripolese e presidente della Società della salute Fiorentina Sud Est Francesco Pignotti ed il questore di Firenze Fausto Lamparelli. Presenti anche il vicesindaco ripolese Francesco Conti, l’assessore ripolese Corso Petruzzi, i consiglieri comunali FDI di Bagno a Ripoli Fabio Venturi e Michele Barbarossa. Presenti, infine, i consiglieri regionali Serena Spinelli, Francesco Casini, ex sindaco di Bagno a Ripoli, e Matteo Zoppini;
Grazie ad un finanziamento di oltre 440.000 euro sostenuto dalla regione Toscana i lavori di riqualificazione della villetta sono stati rapidi e, come specificato dalle associazioni che hanno preso parte all’intervento, non hanno riscontrato particolari difficoltà durante il percorso.
Il lavoro sotto le direttive dell’amministrazione comunale è avvenuto in concomitanza tra la regione Toscana, le forze dell’ordine e le cooperative Caritas, Coeso e Arca. Saranno proprio le cooperative a gestire l’organizzazione della struttura, che dopo varie proposte verrà adibita a co-housing per famiglie in difficoltà.
Per il comune è stata importante la scelta della funzione dell’edificio in quanto sarà una soluzione per contrastare il nascente problema dell’emergenza abitativa. Nonostante le piccole dimensioni dell’abitazione, dalle cooperative viene segnalato come sia già forte la richiesta da parte di famiglie e persone in difficoltà tanto da aver già creato una lista d’attesa.
Il co-housing potrà ospitare fino a dieci persone. Offrirà accoglienza temporanea a persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità abitativa. La ristrutturazione è stata pensata per creare un’abitazione flessibile in grado di rispondere alle diverse necessità, dai nuclei monoparentali alle famiglie. Sette le camere, sei i bagni. In comune la cucina, la mansarda, un ampio terrazzo, giardino e garage. É il risultato di una co-progettazione con le realtà che cureranno la gestione.
“Un bene confiscato alla criminalità non è uno spazio che va soltanto recuperato e restituito alla collettività, ma va trasformato da simbolo di dominio e illegalità in un presidio di diritti, cura e solidarietà. Questo passaggio è fondamentale e a Bagno a Ripoli sta per diventare realtà. Ringrazio il Comune e le organizzazioni del Terzo settore che stanno dando gambe e forza alla rinascita di questa villa. In questi giorni corrono i trent’anni dalla legge 109 sul riuso sociale dei beni e sabato ricorrerà la Giornata della memoria e dell’impegno, il percorso che si sta compiendo qui è un bel segnale per la costruzione di una Toscana sempre più giusta e coesa”, dichiara la vicepresidente Diop.
“Da luogo simbolo di illeciti e criminalità, la casa di via Roma diventerà un rifugio per persone in difficoltà. Potranno essere ospitati sia single che famiglie a basso reddito o con vulnerabilità sottoposte a provvedimenti di sfratto o a perdita dell’abitazione, fenomeni purtroppo sempre più frequenti anche nel nostro territorio”, afferma il sindaco Pignotti.























