Condividiamo i prossimi due appuntamenti in memoria di Eleonora Guidi e per chiedere giustizia rispetto al suo efferato omicidio avvenuto ad inizio 2025: gli ultimi sviluppi, del resto, non sono quelli sperati dalla famiglia di Eleonora che, da oltre un anno, attende il processo a Lorenzo Innocenti. Quest’ultimo invece, nella seconda perizia chiesta dal gip Alessandro Moneti, in vista dell’udienza del prossimo mercoledì 25 marzo, è stato giudicato incapace di partecipare al processo e rimane all’interno dell’Ospedale di Ponte a Niccheri. Nel dettaglio:
Eleonora Guidi è stata uccisa l’8 febbraio 2025 a Rufina dalla persona che diceva di amarla una mattina a colazione davanti al figlio. Un copione amaro, ricorrente in molti casi di femminicidi, fatto di ossessione e controllo, una quotidianità sotterranea spesso invisibile che nasconde il grido di tutte quelle donne che non riescono a scappare in tempo. Lo stesso copione che non riuscendo a spiegarsi l’ “impossibile” racconta di una famiglia normale e piena d’affetto, che descrive l’assassino come una “persona perbene”, insospettabile, che deve avere senz’altro essere stato in preda ad un “raptus” per commettere un femminicidio.
Questo copione, oltre a colpevolizzare la vittima, si ostina a non vedere la radice culturale del femminicidio. Sappiamo benissimo che l’ uomo violento non è malato ma il figlio sano del patriarcato. Il femminicidio non è un “raptus” in un contesto sano, ma l’esito di un sistema di possesso che attraversa ogni strato sociale. La violenza di genere non è un fatto privato né un incidente isolato, ma una responsabilità collettiva che non può più essere ignorata, che può essere affrontata con una maggiore consapevolezza ed educazione sessuo-affettiva per tutte le fasce della società a partire dall’infanzia.
Ora, a oltre un anno dall’omicidio di Eleonora Guidi, è giunto il momento che chi ha commesso questo terribile delitto risponda delle proprie azioni davanti a un tribunale. Quel gesto ha tolto una vita, ha lasciato un bambino senza la madre e ha provocato un dolore profondo nella famiglia di Eleonora e in tutte le persone che le volevano bene.
Nel frattempo, lo Stato ha garantito all’imputato tutte le cure necessarie e il tempo per recuperare fisicamente e comprendere la gravità di quanto accaduto.Ora è giusto che lo Stato garantisca anche alle vittime ciò che spetta loro: giustizia.
Per questo sabato 21 marzo alle 16:00 saremo in piazza Santissima Annunziata insieme a tutte le persone che non vogliono dimenticare Eleonora, e mercoledì 25 marzo alle 9:00 saremo in presidio sotto il Tribunale di Firenze, per chiedere giustizia, proprio durante l’udienza del processo. Con amore e rabbia.

