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Guerra del Golfo, toscani bloccati in Sri Lanka: “Voli annullati e prezzi triplicati, nessun riscontro dal Ministero nè dall’ambasciata”

Italiani bloccati all’estero a causa dello scoppio della terza Guerra del Golfo che sta generando caos e paura internazionale, interruzione dei voli, rialzo dei costi. Tra loro ci sono tantissimi toscani e fiorentini: non solo a Dubai ma, anche, in altre località orientali più distante dalle bombe ma ugualmente immobilizzate e con il fiato sospeso, in attesa di comprendere quel che sarà. Uno stato di ansia perenne e di strana sospensione che ha coinvolto anche tanti toscani presenti in Sri Lanka e trattenuti nel paese a causa della chiusura degli aereoporti. 

A raccontarci la situazione tesa di questi giorni è Giovannella, fiorentina, in vacanza con una amica e di rientro proprio il 28 Febbraio, giorno in cui metà mondo e mezzo cielo internazionale si sono bloccati: “Eravamo in procinto di ripartire verso l’Italia quando abbiamo saputo dell’attacco all’Iran, hanno chiuso l’aeroporto e non ci hanno fatto neanche entrare. Da lì il caos.

Giovannella ha dovuto trovare una nuova sistemazione ma nel frattempo gli alloggi si sono riempiti, i prezzi alzati ed è iniziata un’attesa per nuovi voli aerei che va avanti da quasi una settimana. Le prospettive, ancora, non sono rosee: “Abbiamo provato a prendere un aereo per la Cina per poi tornare in Italia ma hanno annullato il volo. Alcuni aerei partono ma sono o tutti pieni oppure con prezzi triplicati: Colombo (capitale dello Sri Lanka) – Parigi 5.000 euro. Le uniche compagnie attive sono AirIndia e Ita Airways da Delhi, in India.”

Giovannella ci racconta che, cercando su internet, si riesce a prenotare voli che poi, però, vengono cancellati mentre per un ritorno si parla di date già distanti, come il 17 Marzo…con un ingente aumento dei costi per vivere all’estero: “Questa vicenda ci sta costando diverse migliaia di euro in più, siamo nell’ordine dei 10.000 euro ulteriori”. 

Nel frattempo, Giovannella non è l’unica a vivere tale spiacevole situazione, anzi: ci sono almeno altri 13 toscani attualmente presenti in Sri Lanka che stanno cercando di rientrare in Italia e di mettersi in contatto con le autorità nazionali. Cosa che, per il momento, è risultata impossibile: “Abbiamo chiamato l’ambasciata ia Delhi ma non ha risposto nessuno, ho provato a chiamare due numeri per le emergenze segnalati dalla Farnesina ma niente”. Tali cittadini toscani hanno inoltrato un messaggio – fin qui, anch’esso senza risposta – al Prefetto per segnalare la loro condizione precaria: 

Alla cortese attenzione del Prefetto

“Con la presente intendiamo segnalare la nostra situazione di difficoltà relativa al rientro in Italia dallo Sri Lanka. Nella giornata del 03/03/2026 avremmo dovuto fare rientro in Italia con il seguente itinerario di viaggio: Colombo International Airport – Doha con volo con Qatar Airways partenza ore 19,30 e arrivo ore 22.00 a Doha scalo 4;45 ripartenza per – Roma Fiumicino con volo Qatar Airways N. QR115 partenza ore 2:45 e arrivo previsto alle ore 6;45 Roma Fiumicino. A causa delle attuali difficoltà nei collegamenti aerei internazionali legate alla situazione internazionale della guerra del Golfo, al momento non ci è possibile effettuare il rientro secondo il programma previsto.

Abbiamo inoltre provveduto a verificare e ricercare possibili voli alternativi per il rientro in Italia, tuttavia al momento non risultano disponibili soluzioni praticabili o posti disponibili sui voli nei prossimi giorni.

In data 05/03/2026 abbiamo già inviato una segnalazione tramite PEC al Ministero degli Affari Esteri – Unità di Crisi della Farnesina e all’Ambasciata d’Italia a Colombo, senza tuttavia ricevere ad oggi alcun riscontro.

Segnaliamo inoltre che, attraverso contatti diretti tra connazionali presenti nello Sri Lanka, è stato creato un gruppo di coordinamento con numerosi cittadini italiani che si trovano nella medesima situazione di difficoltà nel rientro in Italia.

Con la presente chiediamo pertanto se sia possibile valutare una soluzione di rimpatrio o di supporto logistico per il rientro dei cittadini italiani presenti nel Paese, dichiarando sin da ora la nostra disponibilità a sostenere anche eventuali costi necessari per l’organizzazione del viaggio.”

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