Presidio durato circa quattro ore di fronte all’ospedale di riferimento della comunità della Valdisieve e della Rufina, proprio dove è ricoverato l’omicida di Eleonora. Foto di Lapo Pacini
Oggi, 13 novembre 2025, Eleonora Guidi avrebbe compiuto 35 anni.
Invece, dal quel maledetto 8 febbraio di 10 mesi fa, la giovane mamma non c’è più, uccisa dal compagno, violentemente strappata alla vita da 24 coltellate. Oggi, ricorrenza del suo compleanno e giornata mondiale della gentilezza, parenti, amici, la sua comunità intera – quella di Rufina – l’ha voluta ricordare attraverso un flash mob dalla doppia valenza: commemorare Eleonora e chiedere adeguata giustizia nei suoi confronti.
Su cartoncini rossi, su fogli a4 appesi al collo dei partecipanti e sopra un lungo striscione allestito di fronte all’Ospedale di Ponte a Naccheri, la stessa scritta si ripeteva categorica: “Giustizia per Eleonora Guidi”.
Dalle 12:00 di oggi e fino alle 15:00 circa si è tenuto un presidio ai lati della carreggiata di via dell’Antella, alla presenza della sorella di Eleonora, Elisabetta, e di numerosi partecipanti. Come mai tale iniziativa antistante l’OSMA? Qui, nel reparto di psichiatria, è ricoverato da aprile scorso Lorenzo Innocenti, l’assassino di Eleonora, colui che dopo aver accoltellato la compagna (mentre il figlio piccolo era nella stessa stanza), si è lasciato cadere dalla terrazza della palazzina nella quale abitavano, riuscendo tuttavia a sopravvivere. Sottoposto a perizia psichiatrica, l’esame aveva stabilito che non sarebbe stato in grado di sostenere un processo ed oggi, per decisione del giudice, si trova nel reparto di psichiatria del Niccheri. La famiglia di Eleonora e gli amici si chiedono:
“come sia possibile che un assassino sia ricoverato in un ospedale, per di più il centro ospedaliero di riferimento della comunità di Rufina, senza misure cautelative, senza sorveglianza adeguata, libero di ricevere visite, girare il bar dell’ospedale, fare passeggiate e di utilizzare i social. Perchè non è in stato di arresto?”. Come dichiarato da Elisabetta, che gentilmente ha risposto alle nostre domande, “potrei venire a sostenere una visita e ritrovarmelo di fronte, è assurdo. Noi non ce l’abbiamo con l’ospedale, che sosteniamo ed è vittima di tale situazione, ci chiediamo invece perchè il giudice permetta tutto questo…”.
Ieri sera, 12 novembre, la stessa Elisabetta è intervenuta alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa distorsione, sollecitare una diversa soluzione nei confronti dell’uomo e parlare di violenza contro le donne.
Gli eventi in ricordo di Eleonora
Avvicinandoci anche alla giornata del 25 novembre, ricorrenza internazionale contro la violenza di genere, si moltiplicano le iniziative realizzate in memoria di Eleonora Guidi. Le riportiamo, invitandovi alla partecipazione:
- sabato 15 novembre, ore 14:30, “Avresti compiuto 35 anni: pensieri, parole e musica per Eleonora” ai giardini Guidi di Rufina.
- 21 novembre, ore 21:00, al campino di Montebonello, “Una canzone per Ele”
- martedì 25 novembre, cena con raccolta fondi alla Croce Azzurra di Pontassieve, “una margherita contro la violenza sulle donne”. Durante la serata interverrà Elisabetta, sorella di Eleonora.









