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Il Viola Park e l’era Commisso diventano materia di Laurea: la tifosa Viola Bargellini dedica la tesi alla “sua” Fiorentina!

Il Viola Park e l’era Commisso come materie di tesi per la laurea di una giovane universitaria, appassionata di calcio e super tifosa della Fiorentina. Quanto incide, una struttura come la cittadella Viola, sul tessuto sociale, urbano e sull’intero ambiente legato alla squadra? Tanto, anzi tantissimo: dalla modernizzazione del concetto di società calcistica alla valorizzazione del brand Fiorentina, dallo sviluppo delle varie compagini (giovanili, squadra femminile, Prima Squadra maschile) in un’unica struttura all’avanguardia alla rivoluzione urbana prodotta dal Viola Park. Pensate, ad esempio, alla tramvia in fase di costruzione che proprio qui, a Bagno a Ripoli e a pochi metri dal centro sportivo, avrà il suo capolinea entro la fine del 2026. 

Dinamiche, queste, analizzate e descritte dalla tesi a cura di Viola Bargellini, classe 1998, fresca di laurea triennale nel corso Scienze umanistiche per la comunicazione, sotto la Scuola di Studi Umanistici e della Formazione. Questo il titolo del suo elaborato:Il Viola Park nella Fiorentina di Rocco Commisso: un modello di sostenibilità, governance e comunità”. 

Nomen omen, verrebbe da dire. Un nome, un destino: la famiglia, sostenitrice della Fiorentina (soprattutto il babbo), già dal nome, ha voluto tracciare una strada che Viola ha abbracciato in pieno. Originaria di Pelago, tifosa critica come si addice ad ogni fiorentino che si rispetti, presenza praticamente fissa in Curva Fiesole: “Fino ad anno scorso avevo l’abbonamento, quest’anno non l’ho rinnovato. Non vedo, in questo progetto di Commisso, un’attenzione adeguata all’aspetto tecnico legato alla squadra e ai risultati sul campo. Inoltre le partite a giorni variabili ed i lavori alla Curva Fiesole mi hanno convinto a non rinnovare l’abbonamento per la stagione in corso: vado allo stadio quando posso!”. 

Nella sua tesi, divisa in tre capitoli, non si parla di calcio ma di ciò che circonda l’ambiente Fiorentina e dell’impatto prodotto dalla governance di Commisso sulla città: l’ottica di una società sportiva che diventa a tutti gli effetti un’azienda e la creazione di uno spazio di identità comune dove anche il tifoso possa essere protagonista. Il Viola Park, in tal senso, ha modificato il territorio, ha creato nuove opportunità di investimenti, ha generato le basi per una crescita economica dell’intero movimento legato alla Fiorentina.

Quando Viola nasceva, a fine millennio scorso, in campo c’era la miglior Fiorentina dell’era recente, da Toldo a Batistuta, da Rui Costa a Edmundo: facile, allora, coltivare la passione per la squadra. Quando la fresca laureata iniziava l’Università, il Viola Park era in costruzione ed era tra i grandi temi connessi alla Fiorentina: ovvio, pertanto, che abbia esercitato del fascino sul percorso di Viola.

“Nella mia tesi ho ringraziato la mia famiglia, il mio fidanzato e gli amici, è stato un percorso lungo: volevo laurearmi anzitutto per soddisfazione personale e lasciare una mia impronta all’interno del pianeta Fiorentina, la squadra che tifo. Anche se insignificante per altri, anche se piccola, per me ha voluto dire tanto. Quando mi hanno proclamato dottoressa è stata una grande emozione.”

Viola adesso si godrà il momento poi penserà al suo futuro, dal lavoro alla possibilità di proseguire l’università in un corso magistrale. Cosa vorrà fare da grande? Chissà, magari la giornalista, le piacerebbe proprio l’ambito sportivo: “Ho sempre seguito lo sport ed il calcio, faccio anche il fantacalcio, unica ragazza tra tanti amici uomini”.  

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