I passi indietro dell’Italia in termini di diritti civili ci sono, basta riconoscerli, così come è palese la presenza al governo di una coalizione conservatrice che condanna pubblicamente i femminicidi (e ci mancherebbe), salvo poi minare il terreno più fertile nel quale la violenza di genere si potrebbe evitare, ovvero attraverso educazione e consapevolezza. Ieri, mercoledì 15 ottobre, proprio mentre in Italia so raccontavano i dettagli dell’omicidio efferato della 29enne Pamela Genini, massacrata dall’ex compagno, in Commissione Cultura alla Camera è stato votato un emendamento della maggioranza che vieta «tutte le attività didattiche e progettuali attinenti all’ambito della sessualità» non solo nelle scuole dei più piccoli, ma anche alle medie. In sostanza niente più educazione sessuo affettiva neanche alle medie mentre alle superiori sarà consentita solo previa autorizzazione dei genitori: “Ritorno al Medioevo”, hanno sentenziato le Opposizioni. Così la pensa anche il primo cittadino di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti, tra i più giovani sindaci della Toscana, che sui proprio canali social ha annunciato la volontà di contraddire l’emendamento e garantire, a livello territoriale in collaborazione con i dirigenti scolastici, momenti di confronto e lezioni di educazione affettiva. Riportiamo il comunicato di seguito:
“Se il Governo andrà avanti con la follia di vietare l’educazione affettiva e sessuale fino alle superiori, a Bagno a Ripoli non resteremo a guardare.
Siamo pronti a finanziare con risorse proprie del Comune corsi per le alunne e gli alunni delle nostre scuole medie. Ne ho già parlato con le dirigenti scolastiche e faremo squadra per renderlo possibile.Non permetteremo che si perda un patrimonio educativo costruito in anni di impegno, un’esperienza preziosa per i nostri ragazzi e le nostre ragazze che già da tempo sono coinvolti in percorsi sul rispetto degli altri, la prevenzione, l’affettività. In un Paese dove violenza di genere e femminicidi sono emergenze quotidiane, dove c’è uno dei maggiori gender gap d’Europa nei salari e nei ruoli apicali, rinunciare a parlare di rispetto e sentimenti è semplicemente vergognoso.Cancellare l’educazione sessuale ed affettiva è un passo indietro, un ritorno al Medioevo. Noi non ne saremo complici. Se il Governo andrà avanti con il suo divieto, noi lo faremo ugualmente.”
