Il Rione Sante Marie, dopo il quarto posto del 2024, si aggiudica la terza piazza con lo spettacolo “Il Margine del Caos”: il progetto è stato curato dalle giovani Elena Michelacci e Swani Rossi ed ha portato sui sampietrini di piazza Buondelmonti la dicotomia ordine-caos ispirata alla relatività di Escher (richiamata evidentemente nella trama del carro). La sfilata del rione blu ha ottenuto 29 punti.
Di seguito la sinossi de “Il Margine del caos”
“Anche quest’anno, il Rione Sante Marie partecipa alla Festa dell’Uva con una visione profonda e condivisa, frutto di mesi di lavoro, passione e collaborazione. La nostra forza sta nella capacità di trasformare un tema in un’esperienza collettiva, dove ogni dettaglio diventa parte di un racconto unico.
Il cuore di questo racconto è “Il Margine del Caos”. Quel punto dove ordine e disordine si incontrano e ogni cosa inizia a cambiare. È la natura stessa a farsi narrante in questo viaggio attraverso il conflitto interiore, guidandoci alla scoperta delle emozioni più autentiche. La sfilata ci conduce dentro questa tensione. Quando l’uomo si guarda allo specchio – simbolo del proprio mondo interiore – si confrontano con forze opposte, in continuo conflitto: da un lato l’ordine, rassicurante ma rigido; dall’altro il disordine, caotico ma vitale. Eppure, come la natura ci insegna, l’uno non si ferma mai davanti, cercando quell’armonia che può nascere solo dall’incontro tra opposti.
Come accade in natura, dove spontaneità e struttura convivono e si completano, si apre uno spazio simbolico dove ordine e disordine – apparentemente inconciliabili – si incontrano per generare armonia e creatività. È il luogo in cui nasce la vita stessa. Proprio come accade nel vino – potente metafora di questa unione – frutto dell’ordine del grappolo e del caos generativo della vite che si espande libera, senza schemi.
Ogni elemento della rappresentazione – i movimenti dei figuranti, i carri ispirati alle geometrie visionarie di M.C. Escher, gli abiti realizzati a mano, le scelte musicali – è pensato per dare forma a questo dialogo costante. Il quadro di Escher che ci ha ispirati profondamente perché, nel suo apparente caos, tutto trova un ordine preciso e sorprendente. Proprio come nel margine del caos che raccontiamo, dove elementi divergenti si incontrano per generare una nuova, sorprendente coerenza. È ancora una volta, è la natura – madre, specchio e guida – a raccontarci che tra ordine e disordine non c’è un vincitore, ma solo incontro. È lì, sul margine del caos, che si sprigiona la vera bellezza.












































































