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Ponte a Ema, ora è certo: la “Vittorino Da Feltre” rimane senza la 1°elementare

 La scuola di Ponte a Ema, parte dell’Istituto Comprensivo Puccini di Firenze, non avrà nessun “primino” a Settembre

La preoccupazione di maggio è diventata la triste certezza di luglio.
La scuola Vittorino Da Feltre di Ponte a Ema non avrà, nell’anno scolastico 2023-2024, la classe prima elementare. Una notizia taciuta, passata in sordina, che al contrario rimbomba come un macigno lasciato cadere dalla splendida scalinata che contraddistingue la scuola: la stessa che adesso calpesteranno ancor meno studenti e genitori. 

L’estate del 2023 segna un doppio punto di non ritorno.
Il primo: l’avvio del cantiere da circa 2 milioni di euro che impatterà sulla Vittorino Da Feltre per l’anno scolastico a venire e che riqualificherà la struttura al netto di inevitabili disagi. Il secondo: il verificarsi di un GAP scolastico che sembrava impossibile e adesso, purtroppo, è realtà.

Per la prima volta, pertanto, non viene garantita la continuità all’interno della Vittorino Da Feltre tra ultima classe della scuola d’infanzia e prima classe dell’elementare. Gli 11 bambini pre-iscritti hanno, loro malgrado, dovuto cambiare edificio scolastico e conseguentemente paese: quattro di loro frequenteranno la Kassel di Firenze, due la Marconi di Grassina, altri si sono smistati tra Bagno a Ripoli e Antella. 

Nessuno di questi, e con loro eventuali fratelli e sorelle, tornerà alla Vittorino di Ponte a Ema negli anni a venire, generando un precedente di depauperamento socio-economico che potrebbe, in futuro, ulteriormente accentuarsi: meno acquisti nelle botteghe del paese, meno giro di persone che lo frequenta, meno attaccamento alla frazione che produrrà un minor volume di volontariato ecc ecc. La lista è lunga. 

Il motivo della non costituzione della prima classe è evidentemente numerico: 9 iscritti iniziali diventati poi 11, troppo pochi per impegnare risorse umane sulla classe. Una problematica, quella legata alla quantità di studenti, che sta interessando sempre più scuole di provincia come, per esempio, la primaria delle Cascine del Riccio o quella di Panzano in Chianti (per dirne due). Del resto i dati sull’inverno demografico del nostro paese parlano chiaro: le stime per il 2022 parlano di circa 393mila nuovi nati in Italia ovvero il 2% in meno dell’anno precedente, in cui si era già registrato il record negativo dal 1861. 

Forse, considerato lo stato demografico odierno e la necessità di non perdere i presidi scolastici nei paesi di provincia, sarebbe necessario rivedere anche l’aspetto numerico e quantitativo legato alla costituzione delle classi. Intanto, gli stessi genitori che hanno dovuto iscrivere i loro figli altrove consigliano una possibile soluzione a questa tendenza da loro inaugurata: attivare progetti scolastici originali affinché questi siano attrattivi per iscritti anche da paesi o città limitrofe. 

A Ponte a Ema non ve ne erano e le iscrizioni non sono risultate sufficienti, generando l’evitabile.







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