Via Vicchio e Paterno, una strada pericolosa: a Bagno a Ripoli il cittadino fa da sè.
Dopo anni di segnalazioni presso i Vigili urbani, di mail, di lettere, di incontri personali in cui si pregava di prendere provvedimenti verso i proprietari, perché contenessero le siepi laterali alla strada, niente è stato fatto, né tanto meno i proprietari si sono mai preoccupati di agevolare il transito. Per questo sono i cittadini come Ilva Palchetti a prendere iniziativa, come riportato nel seguente comunicato:
“Pochi giorni prima di Ferragosto il triangolo stradale segnalava lo svolgersi del mio lavoro di taglio di frasche debordanti sulla strada di Via Vicchio e Paterno.
Frasche e stecchi grossi due dita, rami che stanno per cadere da alberi ormai secchi, sono un pericolo per tutti. Numerosi, e mai purtroppo denunciati alle autorità, sono i freghi sulle auto e specchietti laterali divelti da stecchi e pali sporgenti.
Nessuna autorità si è mostrata disposta ad assumersi la responsabilità e il dovere di porre rimedio a questi disagi decennali; nessuno fino ad ora ha riconosciuto ai cittadini residenti il diritto di percorrere una strada senza pericolo e senza disagi. Nessuno, in piena emergenza incendi anche sul nostro territorio, si preoccupa di verificare lo stato della vegetazione lungo le strade.
Sulla strada per Vicchio ho contato 12 alberi ad alto fusto secchi da tempo, l’uno accanto all’altro, che fanno perimetro a campi dove, a causa di erba secca e non tagliata, anche un semplice e banale motivo, come una cicca di sigaretta, farebbe divampare un incendio di disastrose proporzioni. Il 14 agosto ho provveduto a fare la segnalazione sia ai Vigili Urbani che ai Carabinieri.
Allora, in questa assenza di risposte subentra il cittadino: mi sono assunta il carico e la responsabilità e ho incominciato a fare quello che doveva essere fatto dai proprietari. 
Uno fra questi, in particolare, sostiene di avere dei diritti di proprietà sulla strada, oltre la rete di recinzione perimetrale. In tale caso, non è sufficiente una semplice asserzione, ma, con misurazioni esatte e in contraddittorio con l’Amministrazione Comunale, responsabile della sicurezza stradale del territorio, dovrà essere stabilito lo stato di diritto e, di conseguenza, la reale situazione.
Se i proprietari eludono facilmente le norme circa la manutenzione dei bordi stradali di loro competenza, problema largamente diffuso sul territorio, allora sarà bene che le capacità tecniche comunali siano indirizzate all’elaborazione di un nuovo e diverso regolamento, più restrittivo e più severo, da non essere eluso, invece che ai nuovi piani edificatori, come sembra si voglia fare, che stravolgeranno, ancora di più e per sempre, ciò che era rimasto del nostro, allora bellissimo, territorio; così si faranno, inspiegabilmente, delle scelte razionalmente e logicamente contrarie ad ogni avvertimento e allarme climatico.
Invece, sarebbe una scelta virtuosa, quella dell’Amministrazione di porre la massima attenzione al nostro territorio rurale, storicamente apprezzato e nostra vera ricchezza da mantenere. Mi chiedo allora perchè a nessuno amministratore di questo Comune importa coltivare la bellezza (che diventa poi ricchezza), e così educare i cittadini a riprodurla in tutte le loro manifestazioni? Perché e dove si trova la bellezza nel costruire sempre? Dov’è tutta questa necessità? Quale è la convenienza?
Dunque, questioni non risolte da anni e vuoto decisionale, immobilismo e confusione dei ruoli non possono ricadere sulla vita dei cittadini.
Il 13 agosto il mio lavoro è stato interrotto dall’intervento dei Vigili Urbani, chiamati da un proprietario. Quello che rimane da fare è ancora molto e ci aspettiamo che il Comune provveda perché i proprietari dei terreni eseguano la manutenzione delle loro siepi e il taglio di alberi ormai secchi e per questo pericolosi. I residenti di Vicchio non vogliono più aspettare.




