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Video-intervista / 25 Aprile, le memorie di Giuseppina Cavicchi: sopravvissuta alla strage nazista di Pian d’Albero

Il “Buon 25 Aprile” di Dai Colli Fiorentini, Festa della Liberazione, è un viaggio nella memoria di chi il nazifascismo ed i suoi orrori l’ha vissuto sulla propria pelle. E’ un’intervista che risale al 2021, l’anno prima della scomparsa dell’ultima sopravvissuta alla strage di Pian d’Albero, sulle colline che intervallano Chianti e Valdarno. Giuseppina Cavicchi, che ha vissuto poi gran parte della sua vita all’Antella, è scomparsa i primi giorni del gennaio 2022, pochi mesi dopo averci lasciato in eredità una preziosa testimonianza. Non è stata una partigiana, era troppo piccola allora, ma il passaggio del nazifascismo in Italia ha strappato a Giuseppina l’amore dei suoi cari: il piccolo fratello 14enne Aronne, il babbo, il nonno. Tre generazioni uccise in poche ore. Riportiamo l’articolo pubblicato in data 2021:

Ricordi e parole di Giuseppina Cavicchi, testimone della strage  di Pian d’Albero, occorsa il 20 Giugno 1944, dove persero la vita 20 giovani partigiani e furono impiccati, tra gli altri, Aronne e Norberto, rispettivamente il fratello 14enne di Giuseppina e il padre.

Pian d’Albero e il suo eccidio furono tra gli episodi più crudeli della venuta nazifascista nell’area fiorentina e Giuseppina, unica testimone ancora in vita, ripercorre quella giornata, iniziata tragicamente all’alba e conclusa con la notizia drammatica dell’impiccagione dei prigionieri perpetrata a S.Andrea, luogo odierno di un monumento dedicato ai caduti.

La “Giuse” oggi ha 88 anni (nata il 21 Settembre 1933) e da tempo, ormai, vive all’Antella: negli anni ha trasmesso la propria memoria storica a giovani cittadini del domani intervenendo nelle scuole, ha partecipato alle celebrazioni annualmente tenute a Pian d’Albero ed ha raccolto, grazie all’Anpi Sez. Pietro Ferruzzi di Bagno a Ripoli, i suoi ricordi nel piccolo volume “Non dimentico” (pubblicato nel marzo 2020). Le immagini di Pian d’Albero che vedrete nel video riportano la condizione attuale del casolare, oggi abbandonato.

Attraverso questa video intervista, la sua lezione di vita e coraggio diventa accessibile anche al mondo del web che, tra i suoi lati virtuosi, ci dà la possibilità di portare un “contenuto” così prezioso e utile nelle case di ogni persona. Non è retorica. Come ben si comprende dagli sguardi, dalle espressioni, dalle parole di Giuseppina Cavicchi.

Foto di Eleonora Merciai

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