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99° Festa dell’Uva, fotogallery del Rione Fornaci: “VITE”, la violenza di genere raccontata attraverso gli intrecci della vigna

Il Rione Fornaci ha vinto la 99° Festa dell’Uva, confermandosi rispetto al trionfo del 2024, mancante da ben 19 anni. Dopo un’astinenza così longeva, il rione rosso, esulta nuovamente in piazza Buondelmonti e manda un messaggio chiaro agli altri rioni: siamo i più in forma, ci siamo definitivamente ritrovati, abbiamo idee e forze per metterle in pratica in una maniera efficace e funzionale alle caratteristiche della Festa dell’Uva. “VITE” ne è la dimostrazione: una trama avvincente che, attraverso elementi legati alla pianta della vite, ha voluto rappresentare il dramma attuale della violenza di genere. Le Fornaci hanno ottenuto il successo con 59 punti. 

La sinossi di VITE

“Quest’ anno il Rione delle Fornaci presenta un progetto sociale, nato cioè dall’idea collettiva di un gruppo aperto di rionali e non da un singolo progettista. Il titolo dichiara l’identità della voce narrante, la pianta della vite, e allude al tempo stesso ai destini intrecciati delle due protagoniste femminili della storia: la vite e la rosa. Un’antica tradizione contadina, infatti, prevedeva di piantare una rosa all’inizio di ogni filare. Questo fiore viene attaccato per primo dai parassiti e dalle muffe e, morendo, allertava il contadino che poteva così intervenire per salvare il raccolto dell’uva.

Contadini, viti, rose e muffe saranno i personaggi della nostra sfilata. Nella piena convinzione che la festa dell’uva possa essere anche un momento per parlare di temi di attualità, il Rione delle Fornaci ha deciso di fornire un’ulteriore chiave di lettura di questa storia e di sfruttare il palcoscenico della piazza per stimolare una riflessione collettiva sulla violenza di genere. I carri rappresentano i personaggi della storia: il primo mostra una torre sulla quale crescono le viti rappresentate dai nostri sfilanti. Ruotando questa rileverà il busto di una donna-vite, realizzata in legno e paglia.

Il carro centrale, invece, mostra una rosa: grazie a un meccanismo progettato da uno degli ingegneri del rione, a metà della sfilata i petali si apriranno e il fiore sboccerà. L’ultimo carro rappresenta la muffa: il volto maschile, realizzato in legno e paglia, è stato rivestito con una pasta di gesso e colla. Vi sono poi delle stoffe colorate che, durante la sfilata, fluttueranno, e degli sfilanti che,grazie a un’imbracatura, tireranno in piazza gli otto teli attaccati alla sommità sinistra del carro. Con questi espedienti, vorremmo evocare l’impalpabilità della muffa. Nel corso della sfilata, si alzeranno tre ventagli, di cui uno realizzato con la tradizionale tecnica dell’inchiccatura. Gli sfondi di tutti e tre i carri sono stati interamente dipinti a mano. Come ormai da tempo, il Rione delle Fornaci è attento all’uso di materiali sostenibili: anche quest’anno, infatti, non abbiamo utilizzato polistirolo.

Nella prima scena, la vite inizierà il racconto della propria infanzia accanto alla rosa; grazie alle cure dei contadini, le due bambine crescono insieme e stabiliscano un indissolubile legame d’amicizia. La vite assiste estasiata alla meravigliosa crescita della sorella, protagonista della seconda scena: grazie a un vestito di grande impegno sartoriale, rappresenteremo il momento in cui la rosa, meravigliosa raggiunge la maturità e sboccia (anche sul carro), aprendosi alla vita. Alla fine di questo momento gioioso, la rosa conosce l’amore rappresentato dagli sfilanti che interpretano la muffa. Nel ballo di coppia che segue, racconteremo dell’incontro con l’uomo-muffa, dal quale la rosa è, all’inizio, incantata. L’amore degenera ben presto in violenza e la muffa uccide la rosa, che verrà coperta da un telo bianco, mentre in piazza imperversano numerosi elementi che alludono alla furia dei parassiti.

Costretta ad assistere alla morte della sorella, la vite voce narrante di tutta la sfilata entra in piazza e, dopo aver pianto la rosa, si scaglia contro la muffa, che la respinge. A un primo momento di frustrazione e senso di impotenza, segue un onda di rabbia che cresce: dal carro della vite scendono altre sfilanti che riempiono la piazza e, insieme ai contadini, simbolo della giustizia e dell’intera società, allontanano la muffa.”

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