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100° Festa dell’Uva, intervista ai progettisti. Sant’Antonio, Gemma e Lorenzo ci riprovano…e chiudono la “trilogia bianca”

C’è la trilogia di Cristopher Nolan quando si parla di Batman, il ciclo carolingio dei poemi epici…e tra qualche giorno si concluderà il “trittico mitologico” del Sant’Antonio. Curiosi? Intervista ai progettisti del rione bianco.  

Sui canali social è iniziato il countdown alla 100° edizione della Festa dell’Uva, forse la più importante della storia di questa secolare manifestazione che travolge Impruneta in ogni sua sfaccettatura, in ogni sampietrino di piazza Buondelmonti, in ogni anima imprunetina che si rispetti. La Festa dell’Uva, per chi non conosce l’atmosfera, significa vivere un settembre a mille all’ora, le prove quotidiane per la coreografia da portare in piazza nell’ultima domenica del mese, andare al rione tutte le sere, fare servizio volontario, inchiccare, verniciare, usare ogni competenza personale e metterla a disposizione della propria fede rionale. Per un progettista, però, ovvero colui che ha ideato il progetto dello spettacolo in piazza, significa anche coordinare una macchina composta da centinaia di ingranaggi e persone, riuscendo a gestire lo stress legato alla riuscita della sfilata. 

Per la 100° volta della Festa dell’Uva non potevamo esimerci dalla consueta intervista ai progettisti di ogni rione, a pochi giorni dalla grande domenica (27 settembre), mentre sale un po’ d’ansia e l’aria si fa rarefatta tra i colli imprunetini: per il Rione Sant’Antonio, protagonista assoluto dell’ultimo decennio, con cinque trionfi su otto edizioni disputate, i progettisti sono Gemma Lorenzini e Lorenzo Biliotti. Due vecchie conoscenze, anche nel ruolo di progettisti: la prima approdata al rione bianco nel 2013, il secondo nel 2014. Proprio al di là del cancello rionale si sono conosciuti, diventando amici e colleghi, lasciandosi travolgere da un mondo pieno di emozioni che si può realmente comprendere soltanto se vissuto dall’interno.

Gemma e Lorenzo, il vostro connubio progettuale-artistico ha già funzionato, se non ricordiamo male…
“Si, è vero. Siamo due persone che prediligono l’aspetto manuale e creativo, ad entrambi piace costruire ed inventare: ci siamo così trovati a condividere le nostre competenze all’interno del contesto rionale, e le nostre passioni si sono unite la prima volta nel 2016. Dopo aver partecipato contribuendo in vari ambiti dentro progetti altrui ed aver capito come funzionava, dieci anni fa siamo stati noi i progettisti. Siamo partiti dalla mitologia greca…per non mollarla mai più: allora raccontammo di Demetra con il progetto “L’eco dei rintocchi”, nel quale il sogno della protagonista ci conduceva, attraverso le stagione, alla creazione dell’uva. Quel 2016 ci ha portato una splendida vittoria, totalmente inattesa, che aprì anche ad una storica tripletta.”

Successo che avete bissato nel 2018, giusto?
“Ci abbiamo riprovato due anni dopo l’esordio alla progettazione ed anche lì è andata alla grande: portammo la storia di Bacco che, rubando l’uva creata da Demetra, inventava il vino e veniva nominato da Zeus quale Dio del vino. Era un sequel del progetto del 2016 e si intitolava “Il ladro divino”.

Nel 2026 chiuderete il ciclo mitologico antoniano?
“Esattamente. Un decennio dopo abbiamo deciso di portare in piazza la conclusione di questa trilogia che si rifà all’antica Grecia. Abbiamo pensato a lungo a questo progetto, iniziandone un lento sviluppo addirittura nel 2018, freschi della seconda storia messa in scena: poi abbiamo atteso, ci siamo presi il tempo necessario per perfezionarlo quanto più possibile e lo abbiamo tirato fuori dal cassetto per quest’occasione, lanciandoci in una nuova esaltante avventura!”

Come si intitola la sfilata?
“Ho scelto di essere Persefone”. 

Persefone regina dell’oltretomba, rapita da Ade. Diteci di cosa parla, se si può…
“Quest’anno abbiamo deciso di approdare ad una tematica forse un po’ piú tetra, con l’intento di affrontare il tema di una donna che contro ogni avversità affronta e decide il proprio destino. L’obiettivo che regge il progetto è quello di dimostrare quanta forza di volontà sia necessaria per farsi sentire e ascoltare davvero da chi si ha intorno, perché gli altri si rendano conto che il tuo volere (e valore) esiste ed é forte, soprattutto in un luogo come gli Inferi. E’ cosi che Persefone sceglie liberamente chi essere e diviene un ponte di unione tra due mondi completamente opposti, il regno dei vivi e quello dei morti. Un po’ come la nostra Festa dell’uva che, nonostante mille difficoltà, é arrivata al suo centesimo “compleanno”, diventando un ponte che unisce diverse anime dello stesso paese”. 
Ma non vogliamo già svelare ogni dettaglio, basta spoiler.”

Cosa significherebbe, per voi, essere i progettisti vincenti della 100° Festa dell’Uva?
“Sicuramente vincere il centenario sarebbe un onore incredibile per tutti quanti, un premio per tutti i rionali. La vittoria sarebbe senz’altro soddisfacente, una conclusione degna per finire questa “trilogia”, ma la cosa piú importante per noi é che i nostri rionali entrino in piazza orgogliosi di quello che abbiamo costruito assieme. Ogni giorno, ogni sera, vediamo personalmente che stanno dando il massimo per dare forma concreta alla nostra idea e al nostro sogno…certo, se poi concludessimo alzando anche la coppa in cotto, sarebbe davvero un finale perfetto!”

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